cos'è successo nel mondo il 28 aprile?

Il 28 aprile è il 118º giorno del calendario gregoriano (il 119º negli anni bisestili). Mancano 247 giorni alla fine dell'anno
 Roma, si inaugura di Cinecittà.
GLI STUDI DI CINECITTA'
La storia di Cinecittà comincia durante il fascismo. Dopo una serie di pregevoli lungometraggi che nei primi due decenni del Novecento avevano fatto conoscere la cinematografia italiana nel mondo (primo fra tutti Cabiria di Giovanni Pastrone rimasto in cartellone a New York per dieci mesi), negli anni venti l'industria cinematografica italiana entrò in crisi venendo messa in ombra sia dalla cinematografia americana che da quella tedesca contemporanea (LangPabstMurnau ecc.).
Nel 1931 il regime, che sosteneva fortemente l'importanza del cinema come strumento di propaganda, varò una legge tendente a penalizzare le importazioni e a stimolare la produzione nazionale. Nel 1934 Luigi Freddi, già futurista e fascistadella prima ora, amico di Galeazzo Ciano (genero del Duce) e perciò ben introdotto presso Mussolini, venne incaricato di costituire una "Direzione generale della cinematografia", finalizzata al controllo ideologico, ma anche alla promozione del mezzo. Freddi, che in occasione di un viaggio negli Stati Uniti d'America aveva conosciuto Griffith e si era appassionato agli aspetti produttivi della cinematografia statunitense, si impegnò nella promozione del cinema nazionale supportando la ricerca di capitali e sostenne le grandi produzioni di quegli anni, tra cui Scipione l'Africano di Carmine Gallone e Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini. Nel 1939 la produzione cinematografica nazionale venne supportata con una nuova legge (la cosiddetta "Legge Alfieri"), che concedeva robusti finanziamenti alle produzioni nazionali mentre costringeva la distribuzione all'autarchia.
Fra le iniziative della Direzione della cinematografia ci fu la costituzione dell'Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC), nel cui ambito nacque Cinecittà, i cui studi, insieme agli studi cinematografici Pisorno di Tirrenia, dovevano rappresentare l'industria propagandistica e cinematografica del paese.
Il giorno del 29 gennaio 1935 con atto notarile, in una stanza di palazzo Torlonia venne istituita la società Cinecittà con a capo Carlo Roncoroni[2]. Nel 1937, durante il periodo fascista, fu fondata Cinecittà: un complesso di teatri di posa (che sono 21 ma il 17 non viene usato perché il numero porta sfortuna) situata a Roma. Costituisce il vertice dell'industria cinematografica Italiana, utilizzata per produzioni televisive e propaganda politica. Negli anni '30 ancora non esisteva la TV e quindi, per essere informati sulle notizie si andava al cinema dove si trasmetteva il cinegiornale. A cinecittà hanno lavorato anche molti registi e attori italiani importanti come Federico Fellini, Ettore Scola, Sergio Leone, Roberto Benigni, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale. Cinecittà presenta una grande varietà di scenografie sia interne che esterne molte delle quali alla fine del film vengono distrutte. Dal 1990 a Cinecittà sono stati girati più di 3000 film e 47 di questi hanno vinto un premio Oscar. Nel mese di Giugno del 1935 Cinecittà fu distrutta da un incendio. I lavori di ristrutturazione ebbero inizio nel 1936 e dopo solo 15 mesi vennero inaugurati i nuovi stabilimenti di Cinecittà. Col passare del tempo Cinecittà divenne uno studio anche per film americani come ‘' Hollywood sul Tevere ‘'. Nel 2000 fu girato il primo reality show italiano intitolato “ il Grande Fratello”.
Alla testa di Cinecittà ci fu Carlo Roncoroni fino al giorno della sua morte nel 1938, già proprietario dei teatri Cines, costruttore del nuovo porto di Bari, cointeressato in imprese edilizie, gerarca e amico personale di Luigi Freddi.
Dopo la morte di Roncoroni, Cinecittà, in deficit di bilancio, venne rilevata dallo Stato, e nel 1940 con l'avvento della terza Cines dedita a produrre lungometraggi di fiction, il settore statale finì con l'abbracciare l'intero ciclo industriale. Il battesimo avverrà nel 1940 con un sistema misto, in cui i privati chiedevano aiuti allo Stato e quest'ultimo in più modi cercava di imprimere un indirizzo all'economia cinematografica stabilendo così un controllo ideologico.
Dal 1938 gli americani non mandano più i loro film in Italia e a rimpiazzarli ci pensano i tedeschi, ma non mancano i film francesi, ungheresi, spagnoli e qualche rara pellicola scandinava; tuttavia fu soprattutto la produzione nazionale ad avvantaggiarsene.
Cinecittà è un complesso imponente di edifici e strutture dislocato su una superficie di 400.000  (40 ha) a circa 9 km dal centro di Roma e fa parte di una delle più grandi comunità di produzione del mondo, seconda solo a Hollywood.
Consta di 19 teatri di posa di dimensione variabili da un minimo di 15 per 30 metri fino ai 40 per 80 metri del Teatro 5. Tutti i teatri di posa sono acusticamente insonorizzati, dotati di climatizzazione, impianti elettrici e di illuminazione, graticci, passerelle, carriponte e botole impermeabili per gli effetti scenici. Ciascun teatro dispone di una serie di locali di servizio: camerini, uffici, sale trucco, attrezzerie, magazzini.
Fanno parte del complesso anche un backlot di 10 ettari e una piscina[10] all'aperto di 7000 m², immersa nel verde del parco, profonda 2 m per un volume complessivo d'acqua di 13.500 metri cubi e sormontata da un fondale blue back largo 80 m ed alto 20.
Sono inoltre disponibili strutture tecniche per la post produzione cinematografica e televisiva (laboratori di sviluppo, stampa e restauro della pellicola cinematografica, laboratori di post produzione digitale, laboratori di post produzione audio, ecc.) e laboratori per l'allestimento delle strutture sceniche (falegnameria, carpenteria, laboratorio di scultura, laboratorio di pittura artistica, ecc.). Il tutto completato dai servizi più vari: sale per proiezioni cinematografiche e conferenze, servizio di sicurezza per le celebrità, mensa, ristorante, parchi, bar, parcheggi.

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